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La rosa
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Caty

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MessaggioInviato: Dom Dic 02, 2007 11:01 am    Oggetto:  La rosa
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La rosa: storia e curiosità



Considerata simbolo di eleganza, di bellezza e di fragilità, è coltivata dalla notte dei tempi. Si dice, infatti, che sia stato Sargon I a promuoverne la coltivazione nel 2300 a.C. Cleopatra, invece, portava sempre al collo un cuscinetto ripieno di profumatissimi petali di rosa, come di petali erano sparsi mobili e letti. La regina invitava Cesare prima e Antonio poi a fare il bagno in uno strato di petali di rosa alto mezzo metro. Nell'impero romano i petali di rosa venivano sparsi lungo il percorso dei vincitori e, poiché gli antichi romani erano grandi consumatori di rose e farle venire dall'Egitto, dove esistevano enormi coltivazioni, costava una fortuna, furono creati vivai nell'Italia del sud, come racconta Seneca. Sempre a lui dobbiamo la cronaca secondo la quale Nerone, patito delle rose, per una delle sue feste ne ordinò un quantitativo tale il cui prezzo, ai nostri giorni, si sarebbe aggirato attorno ai 50 mila euro. Eliogabalo, addirittura, faceva scendere da aperture nascoste dei suoi saloni una tal pioggia di petali di rosa da sommergere gli invitati! Usanze che verranno riprese dal cristianesimo. Nell'antica Roma, testimoniate fin dal I secolo d.C., si tenevano le Rosalia o festa delle rose, che rientravano nel culto dei morti. Ricorrevano tra l'11 maggio e il 15 luglio, perché la rosa era simbolo di rigenerazione; per questo venivano portate sulle tombe degli avi e offerte ai defunti. Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata coronata di rose a cinque petali: il cinque indica la fine di un ciclo (4) e l'inizio di uno nuovo (4+1). Quest'uso si è conservato in alcune regioni d'Italia, dove la domenica di Pentecoste è detta "Pasqua delle rose". Deriva anche dall'antica festa di Pentecoste dei primi cristiani, quando la rosa rappresentava anche lo Spirito Santo e petali di rose venivano fatti cadere sui fedeli dal lucernaio della cupola dell'antico Pantheon, diventato Santa Maria dei Martiri, a simboleggiare le lingue di fuoco della sapienza. Sempre petali di rose bianchi erano fatti cadere il 5 agosto sui fedeli radunati in Santa Maria Maggiore a Roma, per ricordare la nevicata miracolosa che indicò il luogo dove, per volere della Madonna, si sarebbe dovuta costruire la chiesa. Con l'inizio del cristianesimo la rosa è coltivata perché le sue spine ricordano la passione di Cristo; pian piano passa al culto della Madonna, il cui cuore è raffigurato trafitto da spine di rosa. I giardini dei conventi sono pieni di rosai; santa Rosa da Lima cambia il proprio nome: da Isabella diventa Rosa ed è la "rosa del Nuovo Mondo". Simbolo anche della riservatezza una rosa stilizzata a cinque petali fu spesso utilizzata per ornare i confessionali con la scritta "sub rosa", sotto il sigillo del silenzio e della discrezione. Quello dei Rosacroce fu un importante movimento esoterico nato in Germania agli inizi del XVII secolo che aveva come simbolo una croce al cui centro, al posto del cuore del Cristo, c'era una rosa. La rosa entra anche nei conflitti. Come dimenticare la "guerra delle rose", che vide opposta la rosa bianca degli York alla rossa dei Lancaster? Come simbolo è tra i più usati negli stemmi sia di casate sia di città. La Rosa bianca era il movimento tedesco di opposizione al nazismo, la Rosa bianca è l'ordine finlandese creato nel 1919 per ricompensare chi reca servigi al Paese. Tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800 Giuseppina Beauharnais, prima moglie di Napoleone, fa dei giardini della Malmaison l'invidia di tutta la Parigi che conta. Fa arrivare le rose dall'Inghilterra e neppure la guerra, grazie a speciali salvacondotti, la ferma. I suoi giardinieri sono abilissimi nel creare nuovi ibridi; il suo preferito era la Rosa spinosissima. Ai nostri giorni, le rose create artificialmente sono dedicate a personaggi illustri come la Nobel Rita Levi Montalcini, ad attrici o principesse per cui vi sono la piccola e bianchissima Lady D, la Ornella Muti o la Sofia Loren. Luchino Visconti collezionava rose color pastello, Marella Agnelli, moglie dell'Avvocato, coltiva personalmente i suoi rosai, oltre a fotografarli. La rosa che ancora non si è riusciti ad ottenere? La rosa blu naturale: in palio ci sono miliardi, ma oltre qualche pallido lavanda, nessuno è ancora riuscito ad ottenerla. Sfida aperta, dunque. Ma, come si diceva un tempo, la rosa azzurra è il simbolo dell'impossibile! In particolare la rosa tea è stata introdotta in Europa nel 1810 dalla Compagnia delle Indie Orientali

Ambiente

I diversi tipi di rosa tea ibrida (HT) si ottennero attraverso l'incrocio di ibridi già esistenti con diversi tipi di rosa tea. La prima rosa tea ibrida di colore rosa fu chiamata "La France" e coltivata da due orticoltori francesi

Medicina

I cinorrodonti entrano nella preparazione di marmellate, gelatine, sciroppi, liquori e nella preparazione di bevande alternative al tè. L'inverno è il periodo migliore per cogliere i rossi "frutti" che, dopo le prime gelate, perdono la consistenza coriace

Cucina

Una rosa nella grappa: prendere un bocciolo di rosa rossa con un pezzo di gambo e delle foglie, lavarlo bene e metterlo in una bottiglia alta versandoci della grappa. Dopo un pò di giorni, i petali perdono il colore, ma la grappa diventa deliziosa

Letteratura e mitologia

E' il fiore più cantato dai poeti e nominato dagli antichi scrittori. Si trovano rappresentate nel Vecchio Testamento e nelle tombe egiziane. Omero ci dice che Aurora, la dea del mattino, con "dita di rosa" dipinge di colore il mondo ad ogni alba. Saffo, Catullo, Anacreonte, Virgilio, Ovidio ed Erodoto, Plinio ed Ippocrate erano stregati dal suo fascino, i trovatori medioevali s'ispiravano al suo simbolo; Dante paragona l'amore paradisiaco al centro di una rosa. In tempi più vicini a noi Lorenzo il Magnifico, Shakespeare, che ne parla nell'Enrico IV e in Molto Rumore per nulla, D'Annunzio, Pascoli, Pasolini e Eco non hanno saputo resistere alla tentazione di usarla come paragone per esseri umani o divini o come titolo di un'opera. Ma alla rosa venivano attribuiti anche significati magici. Apuléio, nella favola dell'Asino d'oro, racconta come Lucio, stanco di essere condannato a restare nel corpo dell'animale, invochi Iside per ritornare uomo che gli consiglia di mangiare una corona di rose. Nella Bella e la Bestia (o Belinda e il Mostro), Bella chiede "solo una rosa" al padre che parte per un viaggio; al suo ritorno la riceve, ed è una rosa magica che non appassisce mai, cresciuta nel giardino della Bestia e che la farà innamorare di lui. Troviamo le rose anche nel Piccolo Principe di Saint-Exupéry: "Coltivano cinquemila rose in un unico, modesto giardino, e non trovano ciò che cercano. E pensare che quel che cercano lo possono trovare in un'unica rosa. Ma gli occhi sono ciechi, con il cuore bisogna cercare"

In giro per il mondo

La bellezza femminile, in molti paesi, è identificata con quello della rosa: una donna graziosa è nata con un mazzo di rose sotto il proprio tetto (India)

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Ultima modifica di Caty il Gio Ott 16, 2008 5:36 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Dom Dic 02, 2007 11:01 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Dom Dic 02, 2007 11:02 am    Oggetto:  
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La potatura delle rose



Le rose
Per le rose la potatura ha un'importanza fondamentale, perchè senza di essa anche un bellissimo cespo diventa, in breve tempo, un brutto cespuglio: i fiori risultano piccoli e a gambo corto, diminuisce progressivamente anche il numero dei petali.
Quando le rose hanno raggiunto una forma definitiva sono necessari degli interventi per far si che lòe piante crescano in modo equilibrato e fioriscano regolarmente. Per imparare a potare bene è necessario conoscere il comportamento vegetativo della pianta, sapere quali possono essere le reazioni della stessa alle potature e quali sono i rami che producono i fiori.
Nelle rose la fioritura avviene sui rami formati lo stesso anno; all'inizio della primavera, dalle gemme situate sui rami prodotti l'anno precedente si originano dei germogli che, dopo essersi accresciuti, formano all'estremità un solo fiore nelle varietà uniflore ed una infiorescenza a cima in quelle pluriflore. Dopo la fioritura il ramo lignifica nel corso dei mesi di agosto e settembre. Se, per effetto di un taglio, un ramo di più di un anno di età emette un germoglio, questo non produrrà mai dei fiori. il comportamento descritto si verifica nelle rose che fioriscono in una sola epoca; cioè nella tarda primavera.
Eistono anche le rose che presentano due epoche di fioritura e sono definite rose rifiorenti. Dopo lka prima fioritura ed il periodo estivo, in queste rose si ha una ripresa di vegetazione: entrano in attività le gemme laterali dei rami che hanno già prodotto il fiore in posizione terminale, si sviluppano e danno origine a germogli che in settembre-ottobre, producono nuovi fiori.


Se non si effettua potatura una pianta di rosa, con il passare degli anni presenta delle parti essicate e produce fiori di poco pregio, piccoli, con numero ridototo di petali e steli corti. Al contrario, potando razionalmente, si mantiene la rosa in condizioni di buona salute, vigorosa e ben equilibrata. I fiori sono di buona qualità e non troppo numerosi.

Come procedere per la potatura di una rosa

Immaginiamo di dover potare una pianta ottenuta mediante talea di un anno di età, e di volerla allevare a cespuglio.
In marzo la pianta presenterà un unico ramo con qualche sottile rametot ed un certo numero di gemme. Dopo aver eliminato i germogli si effettua il taglio del ramo al disopra di circa tre gemme formate, che si solito si trovano nella parte inferiore.
Nell'effettuare l'intervento si deve ricordare come si compie, in generale, un taglio. Quando una pianta entra in vegetazione, dalle gemme rimaste, si sviluppano dei germogli, quelli più vigorosi, situati all'estremità superiore del ramo, giungono a fiorire.


Nella primavera successiva, quando la pianta ha due anni di età si procede con il taglio dei rami di un anno, derivati dai germogli prodotti dall'annata precedente, lasciando dei monconi lunghi circa 15 cm. I rami più vigorosi devono essere tagliati meno; quelli più deboli, al contrario, devono essere acocrciati notevolmente; inoltre, a prescindere dalle differenze esistenti fra i rami della stessa pianta, va tenuto presente che le rose appartenenti a varietà vigorose vanno potate meno drasticamente rispetto a quelle tendenzialmente deboli.
Nell'anno seguente, prima della ripresa vegetativa, si deve intervenire seguendo le stesse regole: si asportano tutti i rami deboli di un anno, lasciando solo quelli più viigorosi, che vanno accorciati nel modo già descritto.
Negli anni successivi, se la pianta perde vigore, si devono eliminare un numero maggiore di rami di un anno, anche se questi si presentano abbastanza sviluppati. E' in qesto modo che si evita l'accessivo invecchiamento della pianta.
Nel caso delle qualità rifiorenti si effettua un secondo intervento dopo la fioritura, nel periodo estivo, quando la pianta è in temporaneo riposo. Si cimano i rami che hanno fiorito eliminando la porzione terminale non lignificata e si eliminano tutti i rametti deboli che non hanno prodotto fiori

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