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Il Gobbo Tabagnino
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Caty

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italy
MessaggioInviato: Mar Dic 11, 2007 10:46 am    Oggetto:  Il Gobbo Tabagnino
Descrizione:
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Il Gobbo Tabagnino



Il gobbo Tabagnino era un povero ciabattino che non sapeva come fare a tirare avanti, perchÚ nessuno gli dava mai neanche da rattoppare una scarpa.
Si mise a girare il mondo in cerca di fortuna. Quando fu sera e non sapeva dove andare a dormire, vide un lumino in lontananza, e tenendo dietro al lumino, arriv˛ a una casa e buss˛. Aperse una donna e lui domand˛ alloggio.
-Ma questa, - disse la donna, - Ŕ la casa dell'Uomo Selvatico, che mangia tutti quelli che trova. Se vi faccio entrare, mio marito mangerÓ anche voi.
Il gobbo Tabagnino la preg˛ e la supplic˛, e la donna si mosse a compassione e gli disse:
- Entrate pure, e se vi accontentate, vi seppellir˛ sotto la cenere.
CosÝ fece e quando arriv˛ l'Uomo Selvatico e cominci˛ a girare per la casa tirando su dal naso e dicendo:

Ucci ucci
Qui c'Ŕ puzza di cristianucci
0 ce n'Ŕ o ce n'Ŕ stati
0 ce n'Ŕ di rimpiattati,

sua moglie gli disse: - Vieni a mangiare, cosa vai a pensare ora? -
E gli servi una gran caldaia di maccheroni.
Si misero a mangiare maccheroni marito e moglie, e l'Uomo Selvatico fece una tale scorpacciata che a un certo punto disse:
- Basta, io sono pieno e non ne mangio pi˙. Questi che sono avanzati, se c'Ŕ qualcuno in casa, dÓlli a lui.
-C'Ŕ un povero omino che mi ha domandato alloggio per stanotte, - disse la moglie. - Se mi prometti di non mangiarlo, lo faccio uscire.
-Fallo uscire pure -. E la donna tir˛ fuori dalla cenere il gobbo Tabagnino e lo fece sedere a tavola. Davanti all'Uomo Selvatico, il povero gobbino tutto coperto di cenere tremava come una foglia, ma si fece coraggio e mangi˛ i maccheroni.
- Per stasera non ho pi˙ fame, - disse l'Uomo Selvatico al gobbo, - ma domattina, v'avverto, se non farete presto a scappare, vi manger˛ in un boccone.
CosÝ attaccarono a discorrere da buoni amici, e il gobbo, che era furbo come il diavolo, cominci˛ a dirgli:
- Che bella coperta che avete sul letto!
E l'Uomo Selvatico: - ╚ tutta ricamata d'oro e d'argento, e con la frangia tutta d'oro.
- E quel com˛?
- Ci sono dentro due sacchi di quattrini.
- E quella bacchetta dietro il letto?
- ╚, per far venire il bel tempo.
- E questa voce che si sente?
-╚ un pappagallo che tengo nel pollaio, e che discorre come noialtri.
- Ne avete di belle cose!
-Eh, non sono mica tutte qui! Nella stalla ho una cavalla di una bellezza mai vista, che corre come il vento.
Dopo cena, la moglie riport˛ Tabagnino nel suo buco sotto la cenere, e poi and˛ a dormire col marito. Appena fu giorno, la donna and˛ a chiamare Tabagnino.
- Su, presto, scappate, prima che s'alzi mio marito! - Il gobbo ringrazi˛ la donna e and˛ via.
Gir˛ e gir˛ finchÚ arriv˛ al palazzo del Re di Portogallo e chiese ospitalitÓ. Il Re lo volle vedere e gli fece raccontare la sua storia. A sentire tutte le belle cose che aveva in casa l'Uomo Selvatico, il Re fu preso da una gran voglia, e disse a Tabagnino:
- Sentimi bene, tu potrai restare qui nel palazzo e fare tutto quello che ti piacerÓ, ma io voglio una cosa da te.
- Dica pure, MaestÓ.
-Hai detto che l'Uomo Selvatico ha una bella coperta ricamata d'oro e d'argento e con la frangia tutta d'oro. Ebbene devi andare a prenderla e portarmela, se no ne andrÓ della tua testa.
-Ma come vuole che faccia? - disse il gobbo. - L'Uomo Selvatico mangia tutti. ╚ lo stesso che dire che mi manda alla morte.
- Questo non m'interessa. pensaci tu e arrangiati.
Il povero gobbo ci pens˛ su e quand'ebbe ben pensato, and˛ dal Re e gli disse: - Sacra Corona, mi dia un cartoccio pieno di calabroni vivi, che siano digiuni da sette od otto giorni, e io le porter˛ la coperta -.
Il Re mand˛ l'esercito ad acchiappare i calabroni e li diede a Tabagnino.
- Eccoti questa bacchetta, - gli disse. - ╚ fatata e ti potrÓ venire buona. Quando avrai da passare dell'acqua, battila per terra e non aver paura. Anzi, intanto che tu vai lÓ, io andr˛ ad aspettare in quel palazzo di lÓ dal mare.
Il gobbo and˛ alla casa dell'Uomo Selvatico, stette a origliare, e capý che erano a cena. S'arrampic˛ alla finestra della camera da letto, entr˛ e si nascose sotto il letto. Quando l'Uomo Selvatico e sua moglie andarono a letto e s'addormentarono, il gobbo cacci˛ il cartoccio pieno di calabroni sotto le coperte e le lenzuola, e l'aperse. I calabroni, sentendo quel bel calduccio, vennero fuori e si misero a ronzare e a punzecchiare.
L'Uomo Selvatico cominci˛ ad agitarsi, butt˛ gi˙ la coperta e il gobbo l'arrotol˛ sotto il letto. I calabroni s'arrabbiarono e si misero a pungere a tutt'andare; l'Uomo Selvatico e sua moglie scapparono gridando; e Tabagnino quando fu solo scapp˛ anche lui, con la coperta sotto il braccio.
Dopo un po', l'Uomo Selvatico s'affacci˛ alla finestra e chiese al pappagallo che era nel pollaio:
- Pappagallo, che ora Ŕ?
E il pappagallo: - ╚ l'ora che il gobbo Tabagnino porta via la tua bella coperta!
L'Uomo Selvatico corse nella stanza e vide che la coperta non c'era pi˙. Allora prese la cavalla, e via al galoppo, finchÚ non avvist˛ il gobbo di lontano. Ma Tabagnino era giÓ arrivato alla riva del mare, batteva per terra la bacchetta che gli aveva dato il Re, l'acqua s'apriva e lo faceva passare; e appena fu passato si torn˛ a rinchiudere. L'Uomo Selvatico, fermo sulla riva, si mise a gridare:

0 Tabagnino di tredici mesi,
Quand'Ŕ che torni in questi paesi?
Ti voglio mangiare un dý di quest'anno,
E se non ti manger˛, sarÓ mio danno.

Al vedere la coperta, il Re cominci˛ a saltare dall'allegria. Ringrazi˛ il gobbo, ma poi gli disse:
- Tabagnino, come sei stato bravo di portargli via la coperta, sarai buono a portargli via anche la bacchetta che fa venire il bel tempo.
- Ma come volete che faccia, Sacra Corona?
- Pensaci bene, se no la pagherai con la testa.
Il gobbo ci pens˛, poi chiese al Re un sacchetto di noci.
Arriv˛ alla casa dell'Uomo Selvatico, stette ad ascoltare, e senti che andavano a letto. S'arrampic˛ in cima al tetto, e cominci˛ a buttare manciate di noci sulle tegole. L'Uomo Selvatico, a questo picchiettio sulle tegole, si svegli˛ e disse alla moglie:
- Senti che grandÝnata! Va' subito a mettere sul tetto la bacchetta, se no la grandine mi rovina il frumento.
La donna s'alz˛, aperse la finestra, e mise la bacchetta sul tetto dove c'era Tabagnino pronto a prenderla e a scappar via.
Di lÝ a poco, l'Uomo Selvatico si alz˛. Contento che avesse smesso di grandinare, e and˛ alla finestra.
- Pappagallo, che ora Ŕ?
E il pappagallo: - ╚ l'ora che il gobbo Tabagnino ti porta via la bacchetta del bel tempo.
L'Uomo Selvatico prese la cavalla e via al galoppo dietro al gobbo. Lo stava giÓ per raggiungere sulla spiaggia, ma Tabagnino battÚ la bacchetta, il mare s'aperse, lo fece passare e si rinchiuse. L'Uomo Selvatico grid˛:

0 Tabagnino di tredici mesi,
Quand'Ŕ che torni in questi paesi?
Ti voglio mangiare un dÝ di quest'anno,
E se non ti manger˛, sarÓ mio danno.

Al vedere la bacchetta, il Re non stava pi˙ nella pelle dall'allegria. Ma disse: - Adesso devi andarmi a prendere le due borse di quattrini.
Il gobbo ci pens˛ su; poi si fece preparare degli arnesi da taglialegna, si cambi˛ d'abiti, si mise una barba finta e and˛ dall'Uomo Selvatico, con un'accetta, dei cunei, e una mazza. L'Uomo Selvatico non aveva mai visto Tabagnino di giorno, e poi lui, dopo un po' di tempo di buoni pasti al palazzo del Re, era anche un po' meno gobbo; quindi non lo riconobbe.
Si salutarono. - Dove andate?
- Per legna!
- Oh, qui nel bosco di legna ce n'Ŕ quanta ne volete!
Allora Tabagnino prese i suoi arnesi e si mise a lavorare attorno a una quercia grossissima. Ci piant˛ un cuneo, poi un altro, poi un altro ancora e prese a dargli colpi di mazza. Poi cominci˛ a impazientirsi, facendo finta che gli si fosse incastrato un cuneo.
- Non v'arrabbÝate, - disse l'Uomo Selvatico, - ora vi do una mano -.
E ficc˛ le mani nella apertura del tronco per vedere se tenendola larga si poteva spostare quel cuneo. Allora Tabagnino, con un colpo di mazza fece saltare via tutti i cunei e lo spacco del tronco si richiuse sulle mani dell'Uomo Selvatico.
- Per caritÓ, aiutatemi! Cominci˛ a urlare. - Correte a casa mia, fatevi dare da mia moglie quei due grossi cunei che abbiamo, e liberatemi.
Tabagnino corse in casa della donna, e le disse:
- Presto, vostro marito vuole che mi diate quei due sacchi di quattrini che sono nel com˛.
-Come faccio a darveli? - disse la donna. - Abbiamo da comprare la roba! Fosse uno, ma tutti e due!
Allora Tabagnino aperse la finestra e grid˛: - Me ne deve dare uno o tutti e due?
- Tutti e due! Presto! - url˛ l'Uomo Selvatico.
-Avete sentito? ╚- anche arrabbiato, - disse Tabagnino. Prese i sacchi e scapp˛ via.
L'Uomo Selvatico dopo molti sforzi riuscÝ a cavar fuori le mani dal tronco, lasciandoci un bel po' di pelle e torn˛ a casa gemendo.
E la moglie: - Ma perchÚ m'hai fatto dare via i due sacchi di quattrini?
Il marito avrebbe voluto sprofondare. And˛ dal pappagallo e: - Che ora Ŕ?
-L'ora che il gobbo Tabagnino vi sta portando via i due sacchi di quattrini!
Ma stavolta l'Uomo Selvatico era troppo pieno di dolori per corrergli dietro e si content˛ di mandargli una maledizione.
Il Re volle che Tabagnino andasse a portar via anche la cavalla che correva come il vento.
- Come faccio? La stalla Ŕ chiusa a chiave e la cavalla ha tanti sonagli appesi ai finimenti! -
Ma poi ci pens˛ su e si fece dare una lesina e un sacchetto di bambagia. Con la lesina fece un buco nella parete di legno della stalla e riuscÝ a ficcarsi dentro; poi cominci˛ a dare delle punzecchÝature di lesina alla pancia della cavalla. La cavalla scalciava e l'Uomo Selvatico, dal letto, sentiva rumore e diceva:
- Povera bestia, ha male, stasera! Non vuol star quieta!
E Tabagnino dopo un po': un'altra punzecchiatura con la lesina! L'Uomo Selvatico si stanc˛ di sentire scalciare la cavalla; and˛ in stalla, la fece uscire e la leg˛ fuori all'aperto. Poi torn˛ a dormire. Il gobbo che era nascosto lÓ al buio nella stalla, torn˛ fuori dal buco di prima, e con la bambagia riempÝ i sonagli della cavalla e le fasci˛ gli zoccoli. Poi la sleg˛, mont˛ in sella e galopp˛ via in silenzio. Di lÝ a un poco, l'Uomo Selvatico come al solito si svegli˛ e and˛ alla finestra.
- Pappagallo che ora Ŕ?
-╚ l'ora che il gobbo Tabagnino ti porta via la cavalla!
L'Uomo Selvatico avrebbe voluto inseguirlo, ma la cavalla l'aveva Tabagnino e chi la pigliava pÝ˙?
Il Re tutto contento, disse: - Adesso voglio il pappagallo.
- Ma il pappagallo parla e grida!
- Pensaci tu.
Il gobbo si fece dare due zuppe inglesi, una pi˙ buona dell'altra, poi confetti, biscotti e tutti i generi di dolci. Mise tutto in una sporta e and˛.
- Guarda, pappagallo, - gli disse piano, - guarda cos'ho per te. Sempre di questa avrai se vieni con me.
Il pappagallo mangi˛ la zuppa inglese e disse: - Buona!
CosÝ a furia di zuppa inglese, biscottini, confetti e caramelle, Tabagnino se lo port˛ via con sÚ, e quando l'Uomo Selvatico and˛ alla finestra, domand˛:
- Pappagallo, che ora Ŕ? Dico: che ora Ŕ? Eh, mi senti? Che ora Ŕ? - Corse nel pollaio e lo trov˛ vuoto.
Al palazzo dei Re, quando Tabagnino arriv˛ col pappagallo ci fu gran festa.
- Adesso che hai fatto tutto questo, - disse il Re, - non ti resta che di fare l'ultima.
- Ma non c'Ŕ pi˙ niente da prendere! - disse il gobbo.
-E come? - fece il Re, - c'Ŕ il pezzo pi˙ grosso. Devi portarmi l'Uomo Selvatico in persona.
-Prover˛, Sacra Corona. Basta che mi faccia un abito che non si veda la gobba, e che mi faccia cambiare i connotati.
Il Re chiam˛ i pi˙ bravi sarti e parrucchieri e gli fece fare dei vestiti che non si riconosceva pi˙, e poi una parrucca bionda e due bei baffi.
CosÝ truccato, il gobbo and˛ dall'Uomo Selvatico e lo trov˛ in un campo che lavorava. Lo salut˛ cavandosi il cappello.
- Cosa cercate?
-Sono il fabbricante di casse da morto, - disse Tabagnino, - e cerco delle assi per la cassa del gobbo TabagnÝno, che Ŕ morto.
-Oh! ╚ crepato, finalmente! - disse l'Uomo Selvatico. - Son tanto contento che le assi ve le dar˛ io e potete fermarvi qui a fare la cassa.
-Volentieri, - disse il gobbo. - L'unico inconveniente Ŕ che qui non posso prendere le misure del morto.
-Se non Ŕ che per questo, - disse l'Uomo Selvatico, - quel birbone era pressapoco della mia statura. Potete prendere la mia misura.
Tabagnino si mise a segare le assi e a inchiodarle. Quando la cassa fu pronta, disse:
- Ecco, adesso proviamo se Ŕ della grandezza giusta.
L'Uomo Selvatico ci si sdrai˛ dentro.
- Proviamo col coperchio.
Ci mise sopra il coperchio e lo inchiod˛. Poi prese la cassa e la port˛ dal Re.
Vennero tutti i signori dei dintorni, misero la cassa in mezzo a un prato e le diedero fuoco. Poi ci fu una gran festa, perchÚ il Regno era stato liberato da quel mostro.
Il Re nomin˛ Tabagnino suo segretario e sempre lo tenne in grande onore.

Lunga la fola, stretta la via Dite la vostra che ho detto la mia.


di Italo Calvino

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MessaggioInviato: Mar Dic 11, 2007 10:46 am    Oggetto: Adv






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